CLASSICI CONTRO

2018

 

DIKE/ΔΙΚΗ

 

οἳ δὲ δίκας ξείνοισι καὶ ἐνδήμοισι διδοῦσιν

ἰθείας καὶ μή τι ¹αρεκβαίνουσι δικαίου,

τοῖσι τέθηλε ¹όλις, λαοὶ δÕ ἀνθεῦσιν ἐν αὐτῇ·

εἰρήνη δÕ ἀνὰ γῆν κουροτρόϕος, οὐδέ ¹οτÕ αὐτοῖς

ἀργαλέον ¹όλεμον τεκμαίρεται εὐρύο¹α Ζεύς·

οὐδέ ¹οτÕ ἰθυδίκῃσι μετÕ ἀνδράσι λιμὸς ὀ¹ηδεῖ

οὐδÕ ἄτη, θαλίῃς δὲ μεμηλότα ἔργα νέμονται.

τοῖσι ϕέρει μὲν γαῖα ¹ολὺν βίον, οὔρεσι δὲ δρῦς

ἄκρη μέν τε ϕέρει βαλάνους, μέσση δὲ μελίσσας·

εἰρο¹όκοι δÕ ὄιες μαλλοῖς καταβεβρίθασι·

τίκτουσιν δὲ γυναῖκες ἐοικότα τέκνα γονεῦσι·

θάλλουσιν δÕ ἀγαθοῖσι διαμ¹ερές· οὐδÕ ἐ¹ὶ νηῶν

νίσονται, καρ¹ὸν δὲ ϕέρει ζείδωρος ἄρουρα.

 

Per quelli che agli stranieri e ai cittadini amministrano

sentenze rette e mai si allontanano dal giusto

la loro cittˆ fiorisce e il popolo in essa risplende;

sulla terra c' Eirene nutrice di giovani, nŽ mai a loro

la guerra tremenda destina Zeus onniveggente;

nŽ mai agli uomini che seguono retta giustizia s'accompagna Lim—s

nŽ Ate, e nelle feste si godono i frutti dei sudati lavori;

per loro la terra produce vitto abbondante e sui monti la quercia

e le greggi lanose sono appesantite dal vello;

le donne partoriscono figli simili ai padri;

di beni fioriscono, per sempre; nŽ sulle navi

dovranno andare, perchŽ produce frutti la fertile terra (Hes. Op. 225-237)

 

 

I

 

Riprendiamo il cammino dei Classici Contro dallÕesperienza di Xenia e di Utopia (Europa), per mettere insieme qualche pensiero intorno alle difficoltˆ dei nostri giorni, ma soprattutto per creare una coscienza culturale intorno ai fondamenti che ci possono aiutare a diventare cittadini europei. Il tema , con una parola greca, ΔΙΚΗ/DIKE. Ragioniamo sulla giustizia, la giustizia difficile o impossibile, che appassiona e inquieta gli antichi, a cominciare da Socrate e dalle contraddizioni della democrazia. Ma servirˆ per capire meglio lÕEuropa e noi stessi, per tentare di ricostruire la nostra fiducia, anche con un problematico spirito utopistico.

 

II

Vogliamo guardare al futuro, e lo facciamo a partire dai pensieri pi antichi. I classici greci e latini, al solito, non forniscono risposte nŽ modelli. NŽ ovviamente rivendicano un ruolo privilegiato a danno di altre culture o di altri paradigmi. Ma essi rappresentano unÕindubbia radice della nostra cultura, la cui voce pu˜ essere specialmente utile nei momenti di crisi.

 

III

 

Apriamo allora il nuovo cammino di pensieri. Di cittˆ in cittˆ. Con una prospettiva che attraversa il tempo da Omero a oggi, in una dimensione europea che non ha pregiudizi, muri, confini.

Il Teatro Olimpico di Andrea Palladio a Vicenza sarˆ il punto di riferimento, fatto di pensieri classici con le scene di Tebe dalle sette porte. Un simbolo concreto di cosa pu˜ significare essere cittadini europei. Per mettere insieme le parole da condividere. Ma, con un pensiero rivolto allÕantica Atene, tutti i teatri o i luoghi pi significativi delle cittˆ d'Italia, con la sinergia dei licei, delle universitˆ e delle istituzioni civiche diventano parte dellÕagone delle idee. Pian piano costruiamo il percorso

 

IV

 

Immersi in una societˆ in cui scorgiamo troppe ingiustizie e diseguaglianze, siamo abituati quotidianamente ad accapigliarci sulle leggi, a dibattere il modo di amministrare il diritto, a invocare un riequilibrio ultraterreno agli squilibri umani. CosՏ giusto fare dinanzi a una catena di delitti di cui si  dimenticata lÕorigine, dinanzi a una legge palesemente inumana, dinanzi a chi propaganda unÕidea che mette in dubbio le nostre certezze, dinanzi a una richiesta dÕasilo che mette a rischio la comunitˆ?

Dike, figlia di Zeus e Themis, crocevia di pensiero religioso e razionale,  teodicea, ordine e volere degli di, nmesi di creature soprannaturali, punizione dei torti e ratio di un destino assegnato. Ma  anche un fatto umano, diritto scritto e amministrato nelle cittˆ, portato nei tribunali ateniesi in forma di raffinato dibattito e poi lasciato in ereditˆ alla pi salda e sistematica codificazione dei Romani, che seguiranno il loro demone per fondare il sistema tuttora alla base di molte delle nostre societˆ. Sulla scena attica, Dike deborda, grida, sfolgora, geme, colpisce. Nelle dikai di Lisia o di Licurgo, la retorica e il testo dei decreti concertano arringhe paradigmatiche. 

Dalla lite su un riscatto nello Scudo di Achille nell'Iliade alla controversa vicenda dellÕinvalido ateniese in Lisia, dalla favola esiodea dello sparviero e dell'usignolo alle incrollabili certezze di Antigone, dallÕEunom’a (buon governo) di Solone alla hybris (superbia) punita di Eschilo, il mondo greco ha prodotto una gran mole di pensiero sulla e per la giustizia: non cՏ quasi problema della giustizia del nostro tempo che non possa essere codificato – in senso mitico o come parallelo storico – nei termini antichi, e dunque rivitalizzato e meglio compreso. 

 

V

 

TEMI DÕINTERVENTO

 

Giustizia divina e giustizia umana

La teodicea e le conseguenze, dalla tragedia attica al cristianesimo

La divinitˆ iniqua e la protesta contro lÕingiustizia

Leggi scritte e leggi non scritte

La legge del pi forte

La decadenza della giustizia, dal tempo antico ad oggi

Giustizia e compassione

La giustizia impossibile

Colpa e responsabilitˆ

Scrivere la legge: i codici, le consuetudini e i cambiamenti

La giustizia nelle cittˆ democratiche, da Atene ai giorni nostri

Avvocati e giudici: parlare bene, rispettare le leggi

La giustizia e la retorica

La giustizia insopportabile

Giustizia utopica

Il giudizio finale

 

 

 

 

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CLASSICI CONTRO

a cura di Alberto Camerotto e Filippomaria Pontani

UNIVERSITĖ CAÕ FOSCARI VENEZIA

DIPARTIMENTO DI STUDI UMANISTICI

ASSOCIAZIONE ITALIANA DI CULTURA CLASSICA VENEZIA

http://virgo.unive.it/flgreca/ClassiciContro.htm

http://www.unive.it/classicicontro