LA STORIA DELLA SCOPERTA

Al largo di Punta Tagliamento, nell’aprile 2001, il peschereccio Albatros di Marano della famiglia Scala pescò un cannone di ferro ricoperto da concrezioni.

Immediate indagini strumentali e subacquee, effettuate nella zona del recupero, portarono al rinvenimento dei resti di un relitto di età moderna assieme ad altri cannoni simili.

Il restauro del pezzo di artiglieria permise di riconoscere nel manufatto una carronata, ossia un cannone a canna corta con cui erano armate molte navi agli inizi del XIX secolo. Grazie a questo e ad altri indizi fu possibile identificare il relitto come i resti del Mercure.

In questa zona infatti, nella notte tra 21 e il 22 febbraio 1812, si era svolta la nota Battaglia di Grado combattuta tra un flotta italo-napoleonica, proveniente da Venezia, ed una della marina inglese.

Nel corso dello scontro venne catturato il Rivoli, un vascello francese da 74 cannoni, e venne fatto esplodere il Mercure, un brick da sedici carronate, con funzioni di scorta, appartenente al Regno Italico.

La sanguinosa sconfitta – che comportò la morte di circa 400 uomini – e la perdita delle navi fece così naufragare anche il tentativo di Napoleone di scacciare la flotta britannica dalle acque dell’Adriatico.