PROGETTO LAPIDARIAE NAVES DEL CROTONESE

L’insegnamento di Archeologia marittima, del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, in collaborazione con il prof. Lorenzo Lazzarini, direttore del Laboratorio di Analisi dei Materiali Antichi dell’Università IUAV di Venezia, Salvatore Medaglia e la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Calabria, ha avviato un progetto di studio dei carichi di marmi, perlopiù di età romana, presenti nei fondali del Crotonese.
I relitti con marmi sono almeno cinque: Cala Cicala, Capo Cimiti, Secche di Capo Bianco, Punta Scifo 1 e Punta Scifo 2.

Nel 2009, nelle acque di Capo Rizzuto, si è svolta la prima campagna di ricerca archeologica subacquea sul relitto con carico di marmi di Secca di Capo Bianco. Le indagini sono state effettuate da un'equipe codiretta da Carlo Beltrame e Salvatore Medaglia (allora docente di Archeologia subacquea presso la Seconda Università degli Studi di Napoli). Ai lavori hanno partecipato anche due studenti dell’Università degli Studi della Tuscia di Viterbo. Un fondamentale apporto tecnico è stato fornito dai subacquei dell’associazione Onlus Reitia di Conegliano, guidati da Duilio Della Libera e specializzati in tecniche per la documentazione subacquea .
Il relitto era stato identificato da Luigi Cantafora ed indagato in via preliminare dalla cooperativa Aquarius negli anni ’80 per conto della soprintendenza locale.
La missione universitaria, dopo i necessari rilievi e le analisi di tutte le parti del carico litico, ha permesso di spostare la datazione dall'età imperiale romana alla fine del XVIII secolo. Il carico di marmi eterogenei, provenienti da varie località tra la Provenza e la Liguria, è stato infatti associato ai resti di un relitto armato di età moderna che in precedenza era stato interpretato come altro naufragio.
E' probabile quindi che si trattasse di una nave partita dalla Provenza e diretta, nella seconda metà del settecento, a rifornire di marmi semilavorati un cantiere calabrese per la costruzione di una chiesa.

Nel 2011 il gruppo di ricerca, composto ancora da Carlo Beltrame, Salvatore Medaglia. alcuni studenti dell'Università Ca' Foscari e il gruppo Reitia di Conegliano, ha iniziato la documentazione e i campionamenti sul relitto con carico di marmi di Punta Scifo, noto come 2 o D.
I risultati preliminari delle analisi permettono di proporre una datazione al II secolo d.C. e una provenienza del carico dall'Asia Minore.
Il tonnellaggio del carico è tra i più imponenti di tutto il mondo antico mediterraneo.
Il gruppo di ricerca impegnato nello studio comprende anche Lorenzo Lazzarini, per le analisi dei marmi, e Simone Parizzi, ingegniere navale, per la ricostruzione dell'assetto del carico e le caratteristiche della nave.


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