Attivita' di scavo e ricerca

Pompei foro (responsabile scientifico D. Cottica) 

Il progetto di ricerca mira a realizzare uno studio delle dinamiche socio-economiche del centro vesuviano fra VI a.C e 79 d.C. attraverso lo studio delle ceramiche provenienti dai saggi stratigrafici effettuati presso il foro di Pompei nell’ambito delle attività Impianto Elettrico (I.E.) 1980-81. Il progetto prevede lo studio di tutte le classi ceramiche, con analisi dei residui e caratterizzazione degli impasti, al fine di ricostruire non solo aspetti delle trasformazioni dell’assetto urbanistico del centro di Pompei, ma anche e soprattutto allo scopo di ricostruire le trasformazioni dei rapporti economici e culturali fra il centro vesuviano, le comunità limitrofe e poi le province dell’Impero. Particolare enfasi è data all’identificazione e studio delle produzioni locali pompeiane e vesuviane, ad oggi poco note.

Pompei “progetto rileggere Pompei”: lo studio dei reperti

Si tratta di un progetto di studio ed edizione integrale di ecofatti e manufatti relativi ai saggi stratigrafici condotti dall’Università Ca’ Foscari a Pompei in alcune insulae della Regio VI e della Regio V di Pompei ad uso residenziale ed artigianale (scavi diretti da A. Zaccaria Ruggiu, studio dei reperti diretto da D. Cottica). 

anteprimaLo sfruttamento delle risorse del mare in area vesuviana 

Il progetto italo-spagnolo “Lo sfruttamento delle risorse del mare in area vesuviana” (direttori D. Bernal Casasola e D. Cottica),  mira ad una ricostruzione delle filiera dello sfruttamento delle risorse del mare in area vesuviana prendendo in considerazione tutti gli stati del processo, dalla pesca alla lavorazione e vendita del pescato.  La ricerca è interdisciplinare e prevede fra l’altro lo studio della documentazione d’archivio (vecchi scavi), dell’iconografia ittica, delle testimonianze epigrafiche (specialmente tituli picti su urcei ed anfore),  il censimento dei reperti connessi alla pesca e lo studio della fauna ittica e della malacofauna, ben conservati in ambito vesuviano. Tutti i reperti connessi al tema di ricerca custoditi presso i depositi archeologici di Pompei, Ercolano e il Museo Archeologico Nazionale di Napoli sono stati documentati. Particolare attenzione è dedicata allo studio ed allo scavo del complesso detto “Bottega del garum” a Pompei (I, 12, 8) che ancora conserva in situ numerosi contenitori ricchi di residui organici testimonianza dei processi di lavorazione impiegati nella preparazione di salse di pesce nell’anno 79 d.C. In questo caso le indagini archeologiche si affiancano alla conservazione, restauro e studio dei manufatti (oltre 100 anfore integre in situ), alle analisi archeometriche di residui organici (non visibili) ed impasti, alle analisi polliniche e alla determinazione archeozoologica dei resti ittici.

Venezia - Laguna Nord

Il progetto mira al recupero dei reperti ceramici raccolti da E. Canal nel corso delle sue attività di ricognizione della laguna Nord di Venezia, al fine di meglio comprendere le dinamiche di circolazione del vasellame ceramico in quest’area del Nord-Adriatico. Lo studio è integrato dall’analisi dei reperti provenienti dalle indagini archeologiche condotte nell’Isola di Sant’ Ariano (vicino a Torcello) dall’Università Ca’ Foscari (co-direttore scientifico D. Cottica) in collaborazione con la Soprintendenza  per i Beni Archeologici del Veneto e concluse nel 2011.

126 area occidentaleAquileia: progetto porto-sponda orientale

Il progetto è finalizzato allo studio della funzionalità dei settori dell’abitato che gravitavano sulla sponda orientale dell’antico porto fluviale. Le indagini stratigrafiche sono condotte dall’Università Ca’ Foscari Venezia (co-direttore scientifico D. Cottica in collaborazione con la Soprintendenza Archeologica del Friuli Venezia Giulia) nell’area dell’ex Fondo Sandrigo con la partecipazione di studenti di archeologia . Al progetto collabora M. Marchesini (Università di Ferrara) per le analisi archeobotaniche. 

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