Progetti di ricerca - collaborazioni nazionali e internazionali


Supplementa Italica 

Supplementa Italica 1

La nuova serie dei Supplementa Italica si propone di dare impulso all'aggiornamento dei singoli capitoli cittadini delle principali raccolte epigrafiche concernenti l'Italia romana, in particolare del Corpus Inscriptionum Latinarum, delle Inscriptiones Graecae e delle Inscriptiones Italiae. I lemmi, la trascrizione ed il commento sono studiati per rispondere alle esigenze più avanzate degli odierni studi epigrafici. Maggiori indicazioni sulle caratteristiche della collana, alla quale collaborano numerosi studiosi italiani e stranieri, sono fornite nelle pagine introduttive ai volumi I e VIII.

Nell’ambito dei suoi progetti di ricerca, l’équipe dell’Università Ca’ Foscari Venezia ha contribuito all’aggiornamento del patrimonio epigrafico attraverso la collaborazione a diversi numeri dei Supplementa Italica. Nello specifico:

    • G. Cresci, G. Mennella, Regio VI: Umbria. Pisaurum, in "Supplementa Italica" n.s.1, 1981, 73-96.
    • G. Cresci, Regio IX. Liguria. Vallis Tanari Superior, in "Supplementa Italica" n.s.6, 1990, 85-108.
    • G. Cresci, Regio IX. Liguria. Carrem Potentia, in "Supplementa Italica" n.s. 8, 1991, 113-138.
    • G. Cresci, G. Mennella, E. Zanda, Regio IX. Liguria. Industria, in "Supplementa Italica" n.s. 12, 1994, 31-63.
    • G. Cresci, F. Filippi, Regio XI. Transpadana. Forum Vibii Caburrum, in "Supplementa Italica" n.s. 16, 1998, 369-398.
    • F. Boscolo, F. Luciani, Regio X, Venetia et Histria. Tarvisium, in "Supplementa Italica" n.s. 24, 2009, 97-214.


Epigraphic Database Roma (EDR) 

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EDR (Epigraphic Database Roma) è una banca dati epigrafica che aderisce al progetto EAGLE (Europeana network of Ancient Greek and Latin Epigraphy), promosso e diretto dall'AIEGL (Association Internationale d'Épigraphie Grecque et Latine) e avente per obiettivo la registrazione elettronica di tutte le iscrizioni greche e latine del mondo antico anteriori al VII secolo d.C. secondo la miglior edizione esistente. Per ciascuna iscrizione inserita nella banca dati figurano in campi appositi le informazioni principali (ad es. luogo di ritrovamento, luogo di conservazione, edizioni critiche, trascrizione interpretativa del testo, etc.). EDR comprende inoltre una banca dati di immagini digitalizzate, in parte raggiungibili mediante collegamento con archivi fotografici esterni. L'accesso a EDR avviene via internet ed è totalmente libero e gratuito. La banca dati può essere consultata tanto a sé, quanto insieme alle altre banche federate attraverso il portale di EAGLE.

All'interno del progetto generale di informatizzazione di iscrizioni greche e latine d'Italia, l'unità di ricerca dell'Università Ca' Foscari Venezia, supervisionata da L. Calvelli, G. Cresci e F. Luciani, si occupa della schedatura informatizzata, con acquisizione della relativa documentazione fotografica, di circa 4000 iscrizioni greche e latine provenienti dalla X regio - Venetia et Histria (siti di Iulia Concordia, Opitergium, Bellunum, Feltria, Acelum, Tarvisium, Altinum, Atria, Ateste, Patavium).

Hanno collaborato e collaborano al progetto in qualità di schedatori: Damiana Baldassarra, Francesca Ballotta, Filippo Boscolo, Lorenzo Calvelli, Elena Causin, Giorgia Cozzarini, Sara Ganzaroli, Franco Luciani, Rita Mangiameli, Ivan Matijašić, Sara Nicolini, Antonio Pistellato e gli studenti che hanno partecipato alle diverse edizioni degli stage epigrafici ad Altino e dintorni.


Venetia et Histria tributim discripta

Ispirato al modello della Aemilia tributim discripta di Angela Donati (1967), il progetto Venetia et Histria tributim discripta, ideato da Alfredo Buonopane e Giovannella Cresci, propone di offrire per la prima volta agli studiosi uno strumento di consultazione agile ma completo, che censisca i cittadini romani iscritti a tribù, attestati nel territorio della X regio augustea. Il progetto, coordinato dall’Università Ca' Foscari Venezia (responsabili: Antonio Pistellato e Franco Luciani), si avvale della collaborazione di diversi studiosi, afferenti alle Università di Padova, Pavia, Trieste e Verona, e mira a fornire un'immagine aggiornata della distribuzione dei tribules in tutte le comunità dell’antica X regio.

 

Gruppo di lavoro internazionale "I senatores e la regio X"

Il progetto, ancora in corso di definizione, prevede uno studio prosopografico delle élites senatorie della X regio - Venetia et Histria, nonché l'analisi delle relazioni familiari (matrimoni, adozioni, clientele) e del coinvolgimento delle classi dirigenti nelle attività economiche e nella gestione delle proprietà con l'individuazione di reti regionali e sovraregionali. L'idea progettuale nasce da una proposta di François Chausson (Université Paris 1 Panthéon-Sorbonne). Il gruppo di lavoro si è incontrato una prima volta ad Aquileia nei giorni 13 e 14 ottobre 2016, nel corso di un seminario organizzato da Fulvia Mainardis (Università di Trieste) e Alfredo Buonopane (Università di Verona).


PRIN 2009 - Roma e la Transpadana: processi acculturativi, infrastrutture, forme di organizzazione amministrativa e territoriale

Progetto di ricerca di Rilevante Interesse Nazionale (PRIN 2009) - Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca

Coordinatore scientifico nazionale

Prof.ssa Cresci Giovannella, Professore ordinario di Storia romana - Università Ca' Foscari di Venezia

Unità operative di ricerca

  • Università Ca' Foscari VENEZIA
    Responsabile Scientifico: Prof.ssa Cresci Giovannella
  • Università degli Studi di PAVIA
    Responsabile Scientifico: Prof.ssa Scuderi Rita
  • Università degli Studi di TORINO
    Responsabile Scientifico: Prof. Roda Sergio
  • Università degli Studi di TRENTO
    Responsabile Scientifico: Prof.ssa Migliario Elvira
  • Università degli Studi di UDINE
    Responsabile Scientifico: Prof. Magnani Stefano

Finalità del progetto di ricerca

Il progetto si propone di analizzare i principali processi storici che, in un arco cronologico di lunga durata compreso fra l'età tardo-repubblicana e quella tardo-antica, interessarono la macroentità geografico-ambientale costituita dall'Italia a nord del Po. Nelle ripartizioni augustee questo territorio fu compreso nelle due regiones più settentrionali della penisola: la X regio (Venetia et Histria) e la XI regio (Transpadana).

La ricerca mira in primo luogo a definire in prospettiva diacronica i fattori strutturali caratterizzanti quello che può essere definito un sistema territoriale integrato. Particolare attenzione sarà rivolta ai momenti di transizione rappresentati dall'ingresso nell'orbita romana e dalla fine della romanità. Oggetto privilegiato d'esame saranno vari indicatori di romanizzazione, la cui tassonomia è stata già da tempo oggetto del dibattito critico.

Cultura. Questo indicatore è rappresentato, da una parte, dalla penetrazione in età tardo-repubblicana nei contesti di popolamento indigeno di saperi `strutturanti´ romani (assunzione ed apprendimento delle forme grafiche latine, basi onomastiche assimilate per assonanza, adozione di pesi, misure, valori, nuove forme cultuali o rituali) e, viceversa, dalla persistenza in età imperiale di forme culturali epicoriche.

Infrastrutture. Questo indicatore comprende sia le strutture viarie (i grandi assi stradali che attraverso i valichi alpini mettevano in comunicazione le aree transalpine con la pianura padano-veneta; la rete delle comunicazioni locali e regionali, d'altura e di fondovalle; le vie di terra e le vie d'acqua), sia quelle insediative (urbano-municipali, vicane d'area costiera e montana; vicane e sparse d'area montana e d'altura) e quelle di controllo e gestione della risorsa-acqua.

Sistemi politici ed amministrativi. In relazione a questo aspetto si studieranno gli attori, i tempi e le modalità della municipalizzazione del territorio. Saranno indagate con particolare sensibilità sia la transizione dalle forme organizzative preromane alla gestione della Gallia Cisalpina come provincia e, poi, come parte integrante dell'Italia, sia le innovazioni amministrative del periodo post-dioclezianeo. Il progetto prenderà piede da una riconsiderazione complessiva delle principali fonti antiche (storiografiche e geografiche, epigrafiche e archeologiche) relative al comprensorio territoriale preso in esame. La ricerca proseguirà poi con lo studio comparativo dei suoi diversi settori, caratterizzati da una grande varietà morfologico-ambientale (dialettica tra pianura e montagna; dialettica tra Roma e l'oltralpe) e da profonde differenze nel popolamento etnico preromano (celtico, retico, veneto nonché residuale ligure e etrusco). Saranno inoltre analizzate le forme di organizzazione giuridico-amministrativa, di ripartizione fondiaria, di utilizzo dei suoli e di sfruttamento delle risorse ambientali introdotte da Roma. L'indagine sarà infine estesa all'età tardo-antica e alto-medievale, nell'intento di identificare gli elementi di persistenza e/o di trasformazione sopraggiunti nel territorio transpadano rispetto all'assetto strutturale, infrastrutturale e del popolamento di età romana, con particolare riguardo alla composizione etnica di alcune aree-campione, nonché al ripristino parziale della viabilità pubblica, alle modalità di ripartizione amministrativa delle entità regionali, all'articolarsi dei distretti civili ed ecclesiastici.

Accanto ad una riconsiderazione complessiva delle fonti antiche relative allo spazio transpadano, il gruppo di ricerca si propone quattro obiettivi prioritari:

1) contribuire al chiarimento dei tempi, dei modi e dei protagonisti del fenomeno cosiddetto di `romanizzazione´ all'interno di un comprensorio, come quello transpadano, che, per varietà morfologico-ambientale e per differenziazioni etniche, può considerarsi quale ideale `laboratorio´ per lo studio dei fenomeni acculturativi;

2) approfondire la conoscenza delle varie tipologie insediative (centri urbani, centri vicani, insediamenti sparsi, di fondovalle, d'altura, di laguna), individuandone gli eventuali elementi di continuità e di novità rispetto alla situazione insediativa anteriore alla romanizzazione. Sulla base della distribuzione dei siti e delle loro caratteristiche, chiaramente inquadrate dai punti di vista della cronologia e della tipologia, ci si propone di verificare l'esistenza o meno di tipologie peculiari, di gerarchie dei fenomeni organizzativi, e soprattutto di chiarire i processi di trasformazione che si sono verificati in misura più o meno accentuata nel corso dei secoli, con particolare attenzione al fenomeno della urbanizzazione connesso con la romanizzazione, e a quello più tardo della dissoluzione dell'organizzazione romana a favore di una diversa distribuzione che appare oggi quanto mai significativa per i suoi successivi sviluppi. Si prevede anche di valutare, tramite ricognizioni archeologiche in alcuni siti minori, la presenza di omogeneità/disparità etnico-culturali collegate con documentati flussi di popolamento che derivino dalla situazione geografico-ambientale o politico-militare di età tardo-antica e alto-medievale;

3) definire le strutture amministrative e di governo messe in atto in età romana nei confronti delle varie entità etnico-geografiche (organizzazione municipale e provinciale; rete doganale; criteri di definizione degli agri cittadini e dei territori vicani come effetto dell'applicazione degli istituti romani: cittadinanza, statuti municipali, foederaadtributiones), chiarendo la relazione tra fenomeni insediativo-amministrativi locali e politiche globali dello Stato romano, cioè tra periferia e centro dell'impero; individuare eventuali continuità o riprese di tale struttura amministrativa in età alto-medievale. In relazione a questo aspetto, la ricerca mira a delineare un quadro più chiaro e soprattutto più ampio, rispetto agli studi di carattere (micro)regionale, delle forme dell'organizzazione amministrativa ed etnico-sociale non solo in ambito locale, ma anche nelle loro relazioni con i più o meno lontani centri del potere;

4) delineare le forme (locali, regionali o imperiali) dei sistemi economici attivi nell'area, chiarendo le modalità di dipendenza e di integrazione tra sistema economico ed infrastrutturale alpino, planiziale e lagunare; approfondire le conoscenze relative alle risorse locali, alle modalità di sfruttamento, all'organizzazione dei traffici e dei commerci anche su ampia scala. Mediante un'impostazione pluridisciplinare e diacronica dell'indagine, che integrerà la documentazione scritta con i dati archeologici, con i risultati degli studi etnografici e di quelli geografico-ambientali, verranno studiati nel loro insieme l'utilizzo e lo sfruttamento di alcune risorse naturali (pietra da costruzione, metalli, legname, pascoli di media e alta montagna, sale), come pure i processi di produzione e di commercializzazione dei prodotti dell'economia agricola e di quella silvo-pastorale.

Ruolo, attività e impegno delle unità operative di ricerca

Le sedi delle cinque unità di ricerca (Venezia, Trieste, Trento, Pavia, Torino) coprono tutto l'arco dell'antico territorio della Transpadana e sono strategicamente ubicate in ciascuna delle cinque maggiori regioni dell'Italia settentrionale. Ciascuna sede ha già attivato stretti legami con le locali Soprintendenze per i Beni Archeologici e con i principali musei della regione, il cui personale ha in molti casi già preventivamente aderito a collaborare al successo del progetto. Ogni unità di ricerca ha attribuito la parte più consistente del finanziamento all'attivazione di contratti ed assegni di ricerca da destinare a giovani studiosi, titolari di dottorato di ricerca, che si sono distinti per la qualità della loro produzione scientifica.

Conclusione del progetto di ricerca

Il convegno internazionale “Trans Padum … usque ad Alpes” ha rappresentato il momento conclusivo del PRIN, offrendo un’occasione di ricco e fruttifero confronto tra studiosi italiani e stranieri sulle tematiche e questioni relative ai processi di “romanizzazione” nell’area transpadana.


PRIN 2015 - False testimonianze. Copie, contraffazioni, manipolazioni e abusi del documento epigrafico antico

Progetto di ricerca di Rilevante Interesse Nazionale (PRIN 2015) - Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca 

Coordinatore scientifico nazionale

Prof. Lorenzo Calvelli, Ricercatore universitario associato all’insegnamento - Università Ca' Foscari di Venezia

Unità operative di ricerca

  • Università Ca' Foscari VENEZIA
    Responsabile scientifico: Prof. Lorenzo Calvelli
  • Università degli Studi di BARI "Aldo Moro"
    Responsabile scientifico: Prof. Antonio Enrico Felle
  • Università degli Studi di GENOVA
    Responsabile scientifico: Prof. Giovanni Mennella
  • Università degli Studi di MACERATA
    Responsabile scientifico: Prof.ssa Silvia Maria Marengo
  • Università degli Studi di MILANO
    Responsabile scientifico: Prof.ssa Simonetta Segenni
  • Università di PISA
    Responsabile scientifico: Prof. Andrea Raggi
  • Università degli Studi di ROMA "La Sapienza"
    Responsabile scientifico: Prof.ssa Maria Letizia Caldelli
  • Università degli Studi di TRIESTE
    Responsabile scientifico: Prof.ssa Fulvia Mainardis

Descrizione del progetto di ricerca

Il progetto di ricerca “False testimonianze. Copie, contraffazioni, manipolazioni e abusi del documento epigrafico antico” è stato finanziato dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca (MIUR) nell'ambito del programma PRIN (Progetti di ricerca di Rilevante Interesse Nazionale) 2015. Il progetto ha ricevuto uno stanziamento ministeriale di 178.000 Euro, ha durata triennale e ha preso avvio ufficialmente il 5 febbraio 2017. Alla ricerca partecipano le 8 unità operative sopra elencate.

Finalità del progetto di ricerca

Il progetto si propone innanzitutto di elaborare i fondamenti metodologici che consentano di giungere a una definizione condivisa del concetto di falso epigrafico. Superando l'atteggiamento discriminatorio tradizionalmente assunto dalla bibliografia di settore, le falsae saranno esaminate come il prodotto di culture che esprimono simultaneamente un rapporto con il mondo antico e con il mondo a esse contemporaneo. Si intende inoltre tracciare una storia della falsificazione epigrafica in Italia dal medioevo ai giorni nostri, rivolgendo attenzione all'individuazione dei diversi contesti culturali e delle varianti regionali in cui il fenomeno è attestato.

Al fine di pervenire a questi risultati si pone come necessaria la creazione di una vasta base documentaria, alla cui implementazione collaborano decine di esperti, determinando un avanzamento reale delle conoscenze, anche sulla base di un utile confronto con altri ambiti di studio della documentazione scritta (paleografia, diplomatica, numismatica e sfragistica), che su questo terreno vantano una lunga tradizione. Il censimento delle iscrizioni false sarà realizzato mediante un archivio elettronico di testi e immagini, che comprenderà riproduzioni fotografiche e disegni in facsimile. Tale strumento sarà accessibile liberamente e gratuitamente in rete. L'archivio elettronico, denominato EDF (Epigraphic Database Falsae), sarà elaborato da specialisti della digitalizzazione dei documenti epigrafici e dialogherà con le già esistenti risorse epigrafiche online, in particolare EDR (Epigraphic Database Roma) e EDB (Epigraphic Database Bari)EDF sarà inoltre inserito nella rete degli archivi epigrafici digitali gravitante attorno al portale europeo EAGLE (Euroepeana network of Ancient Greek and Latin Epigraphy).

I risultati finali del progetto confluiranno in un convegno internazionale, che servirà anche come momento di confronto con la comunità scientifica e di vetrina aperta al pubblico, in una pubblicazione collettiva, nonché in una mostra itinerante sul tema. Fra gli obiettivi figurano anche lo sviluppo e il trasferimento di metodologie e conoscenze a giovani studiosi, ai quali si intendono attribuire assegni di ricerca su argomenti specifici. Pur nascendo come iniziativa di carattere nazionale, il progetto ambisce anche a creare legami con università e istituti di ricerca stranieri, nella speranza di fungere da catalizzatore per la realizzazione di nuove iniziative che creino conoscenza e consapevolezza sui temi della contraffazione, dell'interpretazione del passato e della sua falsificazione.

Pubblicazioni:

  • L. Calvelli, Le falsae in epigrafia: stato dell'arte e nuove prospettive di ricerca, in “L’arte non vera non può essere arte”, Ciclo di conferenze sulla contraffazione dei beni culturali, Roma 2018, 1-7.
  • L. Calvelli, Presentazione del progetto PRIN 2015 «False testimonianze. Copie, contraffazioni, manipolazioni e abusi del documento epigrafico antico», in F. Gallo, A. Sartori (a c. di), “Spurii lapides: i falsi nell'epigrafia latina”, Atti del convegno (Milano, Biblioteca Ambrosiana - Centro Ambrosiano, 25-26 maggio 2016), Milano 2018, 297-298.
  • L. Calvelli, Processing Data on Fake Inscriptions: How to Build the New Epigraphic Database Falsae (EDF), in “6th AIUCD Conference 2017, Book of Abstracts”, Firenze 2017, 194-196.
  • L. Calvelli, False testimonianze. A New Research Project on Epigraphic Forgeries, Poster presentato al “XVth International Congress of Greek and Latin Epigraphy. Languages – Culture of Writing – Identities in Antiquity”, Wien 2017.



Aut oppressi serviunt ut recepti beneficio se obligatos putant: la interventiòn de Roma en las comunidades indigenas (s. IIaC - s. I dC)”

Partecipazione al progetto di ricerca sostenuto e finanziato dal Ministerio de Economia Industria y Competitividad de Espana  (Marzo 2018-marzo 2021).

Responsabile scientifico: Dolores Dopico Cainzoz (Università di Lugo)

Responsabili locali: G. Cresci Marrone, T.M. Lucchelli, A. Marinetti