Jesolo (VE) 2011-2015

Il sito delle Antiche Mura, ubicato in località Le Mure nel Comune di Jesolo (VE) è famoso per la presenza degli imponenti resti della Cattedrale romanica, indagata tramite scavi archeologici nella seconda metà del XX secolo al suo interno.

IMG_0013_1All'interno perimetro dell'attuale chiesa, sono state messe in luce altri due edifici religiosi, risalenti ad epoche diverse: una basilica altomedievale decorata con un pavimento musivo a motivo geometrico e un’aula tardo antica.

L'attività sul territorio del 2011

L'attività preliminare dell'Insegnamento di Archeologia Medievale survey svolta nel corso dell’autunno del 2011 ha permesso di valutare la consistenza dei depositi alluvionali e delle bonifiche in alcuni punti cruciali del territorio jesolano (ricognizione per aree campione) e, in maniera particolare, nella zona corrispondente all’isola su cui sorgeva l’abitato medievale di Equilo.

Attraverso una raccolta mirata dei materiali affioranti sulla superficie dei campi arati (quadrettatura dell’area) e la pulizia delle sezioni esposte, è stato possibile valutare la consistenza e la potenzialità del deposito archeologico presente, soprattutto nell’area ubicata a nord della Cattedrale medievale.

L'attività di scavo del 2013-2014

Le campagne di scavo 2013 e 2014, svolte sempre in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Archeologici del Veneto, si sono poste come obiettivo principale l’analisi e la valutazione del deposito conservato all’interno dei terreni ubicati a nord dell’area archeologica “Le Mure – S. Maria Assunta” e una prima analisi di valutazione del bacino archeologico conservato nei terreni a sud della Cattedrale romanica, attraverso la realizzazione di carotaggi mirati. Subito al di sotto dello strato di arativo sono state rinvenute le prime tracce antropiche datate al VII secolo d.C. Il deposito stratigrafico altomedievale si era conservato per una porzione esigua e solo per alcune evidenze negative a causa delle arature, anche molto profonde, susseguitesi nel corso dei secoli.IMG_1535_1

Del cimitero altomedievale sono state indagate finora 35 tombe, alcune ben conservate, pertinenti sia a individui adulti, sia a sub-adulti, sia ad infanti. Il terminus post quem per la datazione dell’area cimiteriale, che risulta ampia e ben organizzata, è dato dalle sepolture ad enchytrismòs, in cui la cassa è costituita da contenitori da trasporto utilizzati fino alla fine del VI-inizio VII secolo. Questa fase cimiteriale sembra essere riconducibile alla basilica paleocristiana, scavata tra il 1963 e il 1987, e quindi necessariamente confrontabile col campione osteologico umano rinvenuto all’interno di quell’edificio.

Al di sotto della fase cimiteriale sono state individuate e messe in luce più fasi abitative e produttive dell'abitato tardoantico. La maggior parte delle strutture sono conservate a livello di fondazione e/o spoliazione, ma permettono di riconoscere nell’antica Equilo un modello insediativo chiaro e ben organizzato.

Nel corso del VI secolo l’area scavata era occupata da un quartiere produttivo dedicato alla riduzione del materiale ferroso, sorto accanto ad alcune abitazioni in legno e terra.

Nel corso del V secolo l’insediamento era costituito da strutture abbastanza ravvicinate tra di loro e costruite con uno zoccolo in laterizi di reimpiego e un alzato in materiale deperibile (terra e/o legno).

Tutte le fasi presentano in associazione materiali sia di importazione che di produzione locale, in notevole quantità, oltre ad un elevatissimo numero di scorie ferrose, in relazione alla fase produttiva.

    

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